Che bisogno di caffè!
Mi sento confusa, alienata, turbata. E' come se camminassi a 10 cm dal suolo, come se tra me e gli altri ci fosse una sottile barriera che mi fa sentire i suoni un pò ovattati.
Penso. Che sarà mai? Comincio a mettere in fila i fatti e osservo:
1) Lara è impegnata con il lavoro dalla mattina alla sera. Deve sistemarsi la casa dopo il famoso trasloco (di questo parleremo più approfonditamente in seguito!) perciò non ha tempo per il caffè.
2) Giusi è impegnata a studiare. Si è iscritta all'università e deve recuperare 10 anni in 1, quindi figuratevi se ha tempo per il caffè.
3) Stefania è impegnata con i suoi figli e con tante altre faccende di lavoro quindi niente caffè.
4) Claudia è troppo presa dall'organizzazione di serate mondane e non ha tempo per un misero caffè.
5) Daniela è appena tornata dal viaggio natalizio ed è impegnata a disfare le valigie e a riprendersi dal fuso orario per cui niente caffè.
6) Lina non è ancora tornata, quindi, anche volendo, non può prendere il caffè.
Ecco, praticamente mi hanno lasciata sola, non ho preso nessun caffè e le mie giornate non hanno quella marcia in più e quell'iniezione di adrenalina che solo il caffè mattutino sa dare.
Dovrò organizzarmi, fare l'appello e richiamare tutte all'ordine! Si perchè io ho proprio bisogno di un buon caffè. Tutti i giorni.
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giovedì 5 gennaio 2012
venerdì 22 aprile 2011
Troppi caffè
I bambini sono in vacanza. E anche le mamme. Quindi, per il momento, sono sospesi i caffè mattutini presso l’ormai consolidato cafè noir. Tuttavia, le nostre chiacchere e discorsi da caffè, naturalmente, continuano. Al telefono, a casa e in qualunque altro posto che si presta alla nostra tipologia di porlottio!
Per quanto mi riguarda, oggi ho preso tanti caffè e ho chiaccherato molto con le mie amiche, così tanto che stasera mi sento esausta. D'altro canto sono pur sempre malata! Il medico mi ha prescritto un mese di riposo e presumo che questo dovrebbe includere anche quello mentale. Quindi dovrei cercare di limitare tutti questi chiacchericci! Purtroppo non ci riesco. Mi piacciono troppo e .... mi aiutano a guarire!
Ecco un sunto dei miei discorsi (da caffè) odierni:
1) Con Stefania, mentre bevevamo un caffè virtuale-telefonico, abbiamo discusso a proposito dell'abito che dovrà indossare per la sua festa dei 40 anni. Dovrà decidere se farsene realizzare uno ad-hoc, utilizzarne uno recentemente acquistato (e mai indossato!!!!), carino ma senza etichetta; oppure se farselo prestare da un'amica facoltosa o, ancora, se andare a comprarne uno nuovo dal brand riconoscibile (!!!!!) e, magari, con l’etichetta in bella vista. La scelta non è ancora stata compiuta e presumo che prima di decidere torneremo ancora a discutere ampiamente dell'argomento. Quindi, se qualcuno ha qualcosa di interessante da suggerire, si faccia pure avanti.
2) Con Giusy, non abbiamo fatto in tempo a prendere il caffè telefonico, in quanto era dall'estetista a fare il refill delle fantastiche unghie che recentemente ha deciso di ricostruire per aumentare il suo grado di fighitudine e rendere suo marito più felice!
3) Caffè virtuale veloce anche con Lina che era appena arrivata a Ustica e già assaporava un lungo week end all'insegna del sole e dell'odore del mare.
4) Altro caffè virtuale-veloce con Claudia che era appena uscita dall'estetista, dove si era fatta applicare lo smalto permanente e andava di fretta per acquistare una nuova borsa dell’ultima collezione di Miu Miu.
Ma non è finita! Io ho continuato a bere caffè. Sono andata a trovare la mia amica Claudia. Una omonima della Claudia che fa parte del gruppo del caffè. Quella delle 134 borse, per intenderci.
Entrambe le Claudie sono belle, fighe, glamour e con la passione sfrenata per le borse. Ne hanno una quantità che oserei dire imbarazzante. Ovviamente tutte super griffate e invidiate da un sacco di donne.
Pensate che Claudia, quella che sono andata a trovare oggi, usa una Chanel Cocoon (il suo ultimo acquisto) per andare a fare la spesa, vestita con la tuta da ginnastica! Lei può!
Tornando al nostro incontro, che vi devo dire? Siamo state assieme circa un'ora e abbiamo parlato, cucito e scucito di tutto e di più. Una piacevole rimpatriata dopo un pò che non ci vedevamo.
E poi altro caffè, stavolta al bar, con Romina, una mia ex compagna di scuola che non vedevo da qualche mese. E anche qui altro taglia e cuci e tanto piacere di rivedersi.
lunedì 18 aprile 2011
Caffè con processione
Domenica delle palme. Invece del solito bar presso cui ci rechiamo per prendere il caffè mattutino, l'appuntamento era in chiesa. Parrocchia San Luigi.
La benedizione dei ramoscelli d'ulivo e/o delle palme è avvenuta, però, in un'altra chiesa del quartiere, in Via marchese di villabianca, da cui poi è partita la processione con destinazione chiesa San Luigi.
Una processione metropolitana allucinante! Il corteo si muoveva, lungo la corsia d'emergenza del viale, scortato dai vigili urbani, in quanto nel resto della strada passavano le macchine.
E i fedeli a tratti aumentavano il passo, quasi come fossero influenzati dalla velocità delle auto.
E poi, come in ogni processione che si rispetti, c'erano i canti. Una voce avvia la canzone e i fedeli rispondono intonando il ritornello. Qui, però, la voce principale era un registratore che camminava su ruote spinto da un giovane ragazzo volenteroso.
Poi, finalmente, siamo arrivati a destinazione e la chiesa era stracolma di gente. Abbiamo faticosamente atteso la fine della messa e poi via, siamo andate al solito caffè. Quasi come fosse una liberazione. Sì nel posto di tutti i giorni. Tant'è che il barista, quando ci ha viste, ha avuto il dubbio che fosse lunedì e non domenica, della Palme per giunta!
C'ero io, Lina e Stefania che però ha preferito tornare a casa per preparare il ragù. Poi è arrivata anche Giusi che, invece, aveva disertato la messa cedendo il posto a suo marito.
Un caffè strano quello domenicale, ma era pur sempre caffè. Con tanto di chiacchere e discorsi di accompagnamento.
La benedizione dei ramoscelli d'ulivo e/o delle palme è avvenuta, però, in un'altra chiesa del quartiere, in Via marchese di villabianca, da cui poi è partita la processione con destinazione chiesa San Luigi.
Una processione metropolitana allucinante! Il corteo si muoveva, lungo la corsia d'emergenza del viale, scortato dai vigili urbani, in quanto nel resto della strada passavano le macchine.
E i fedeli a tratti aumentavano il passo, quasi come fossero influenzati dalla velocità delle auto.
E poi, come in ogni processione che si rispetti, c'erano i canti. Una voce avvia la canzone e i fedeli rispondono intonando il ritornello. Qui, però, la voce principale era un registratore che camminava su ruote spinto da un giovane ragazzo volenteroso.
Poi, finalmente, siamo arrivati a destinazione e la chiesa era stracolma di gente. Abbiamo faticosamente atteso la fine della messa e poi via, siamo andate al solito caffè. Quasi come fosse una liberazione. Sì nel posto di tutti i giorni. Tant'è che il barista, quando ci ha viste, ha avuto il dubbio che fosse lunedì e non domenica, della Palme per giunta!
C'ero io, Lina e Stefania che però ha preferito tornare a casa per preparare il ragù. Poi è arrivata anche Giusi che, invece, aveva disertato la messa cedendo il posto a suo marito.
Un caffè strano quello domenicale, ma era pur sempre caffè. Con tanto di chiacchere e discorsi di accompagnamento.
lunedì 4 aprile 2011
Caffè ritrovato
Finalmente ci siamo riunite!
Dopo un lungo periodo di vacanze trascorso in giro per il mondo (io in Australia e isole Vanuatu e Lina negli States con capatina ai Caribi), stufe di tanto movimento e sregolatezza, finalmente siamo ritornate alla nostra vita di tutti i giorni. Caffè compresi.
Ed eccoci, come sempre, al cafè noir felici di rivedere le nostre amiche e, sopratutto, di ricominciare i nostri discorsi da caffè, ripartendo proprio dal punto in cui li avevamo interrotti.
Ricordate le famose sedie e il quasi-mitico lampadario di Giusi, che stavamo aspettando da circa 1 anno e 6 mesi? (praticamente il tempo di 2 gravidanze!!!!).
Ebbene, sembra che in questo periodo di nostra assenza si siano magicamente materializzati.
Ecco il lampadario.
Trattasi della Fucsia 8 progettata nel 1996, per FLOS, da Achille Castiglioni, grande designer italiano, ormai passato a miglior vita.

Ed ecco un'esemplare delle 6 sedie, acquistate.

Stiamo parlando nientepocodimenoche, della sedia Vittoria di FRAU. Scusate se è poco!
Quanto design, vero? E che prezzo? Non sto qui a scriverlo perché il numero potrebbe aprire una crisi familiare, quindi è meglio sorvolare!!!
Però, la nostra Giusi, al fine di preservare il suo patrimonio, per poi tramandarlo ai suoi 2 figli, sta già architettando come ricoprire le sedie per evitare che i suoi ospiti, ammesso che ce ne siano da qui in avanti, le possano sporcare. E quindi prende pista l'idea del vestitino per sedia, o del cellofan per ricoprire tutta la parte in stoffa.
La sedia doveva essere necessariamente bianca e ora c'è il dilemma per fare in modo che il bianco continui ad essere bianco nei secoli!!!!
Dopo questa premessa, secondo voi, Giusi ci inviterà a prendere il tè e a fare la famosa (e tanto attesa) partita di burraco a casa sua, attorno al tavolo sedute sulle linde sedie FRAU????
Si accettano scommesse ovvero messaggi di incoraggiamento per Giusi!!!!!
Dopo un lungo periodo di vacanze trascorso in giro per il mondo (io in Australia e isole Vanuatu e Lina negli States con capatina ai Caribi), stufe di tanto movimento e sregolatezza, finalmente siamo ritornate alla nostra vita di tutti i giorni. Caffè compresi.
Ed eccoci, come sempre, al cafè noir felici di rivedere le nostre amiche e, sopratutto, di ricominciare i nostri discorsi da caffè, ripartendo proprio dal punto in cui li avevamo interrotti.
Ricordate le famose sedie e il quasi-mitico lampadario di Giusi, che stavamo aspettando da circa 1 anno e 6 mesi? (praticamente il tempo di 2 gravidanze!!!!).
Ebbene, sembra che in questo periodo di nostra assenza si siano magicamente materializzati.
Ecco il lampadario.
Trattasi della Fucsia 8 progettata nel 1996, per FLOS, da Achille Castiglioni, grande designer italiano, ormai passato a miglior vita.
Ed ecco un'esemplare delle 6 sedie, acquistate.
Stiamo parlando nientepocodimenoche, della sedia Vittoria di FRAU. Scusate se è poco!
Quanto design, vero? E che prezzo? Non sto qui a scriverlo perché il numero potrebbe aprire una crisi familiare, quindi è meglio sorvolare!!!
Però, la nostra Giusi, al fine di preservare il suo patrimonio, per poi tramandarlo ai suoi 2 figli, sta già architettando come ricoprire le sedie per evitare che i suoi ospiti, ammesso che ce ne siano da qui in avanti, le possano sporcare. E quindi prende pista l'idea del vestitino per sedia, o del cellofan per ricoprire tutta la parte in stoffa.
La sedia doveva essere necessariamente bianca e ora c'è il dilemma per fare in modo che il bianco continui ad essere bianco nei secoli!!!!
Dopo questa premessa, secondo voi, Giusi ci inviterà a prendere il tè e a fare la famosa (e tanto attesa) partita di burraco a casa sua, attorno al tavolo sedute sulle linde sedie FRAU????
Si accettano scommesse ovvero messaggi di incoraggiamento per Giusi!!!!!
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giovedì 31 marzo 2011
Senza Caffè
Una nottata in ospedale senza caffè, perché qui il caffè non è un farmaco autorizzato .... almeno fino ad ora!
Tante stanze, una dietro l'altra 310, 320, 330, .... In ognuna due o tre letti occupati da pazienti affetti da diverse patologie. Ma non è questo quello che interessa. Le patologie lasciamole descrivere ai medici.
Noi del caffè delle femmine ci occupiamo degli aspetti ludici delle vicende.
Quindi voglio raccontarvi alcune scene vissute in ospedale, durante le ore notturne.
La notte dovrebbe essere il momento del riposo, in ospedale.
E invece se vai nei corridoi sembra di essere al bar, però senza la possibilità di prendere il caffè. Il corridoio è il luogo di ritrovo di quelli che non riescono a dormire.
Ieri notte, dopo svariati tentativi di prendere sonno, non ho più resistito alla mia compagna di stanza che russa in modo artistico: passa dal silenzio assoluto all'emissione di un suono così acuto e arcuato che ti fa scattare.
Credo che se si presentasse al concorso dei guiness dei primati, si piazzerebbe sicuramente al primo posto. O magari potrebbe vincere le olimpiadi!
Ad un certo punto, mi sono alzata e sono andata a passeggiare nel corridoio, dove ho incontrato altre persone.
Una signora, dall'aria folle, litigava con l'infermiera perché non voleva prendere un farmaco.
Dopo qualche minuto è arrivata la sua compagna di stanza, con un aspetto visibilmente provato, quasi disperato direi.
Mi diceva che la folle di cui prima la stava facendo impazzire, perché voleva stare sempre con la luce accesa in quanto vedeva fantasmi dappertutto. L'altra sua compagna di stanza, invece, dormiva giorno e notte russando senza sosta. Inoltre, la sera precedente, prima che arrivasse la folle aveva assistito, suo malgrado, alla morte di una giovane signora. E il giorno dopo la predetta (sfigata) signora si doveva operare.
Poverina, chiedeva solo di cambiare stanza, perché temeva di non farcela in quelle condizioni.
Ho cercato di consolarla e dopo un pò, quatta quatta, me ne sono tornata a letto e mi sono addormentata cullata dal soave suono emesso dalla mia vicina di letto!!!!
Tante stanze, una dietro l'altra 310, 320, 330, .... In ognuna due o tre letti occupati da pazienti affetti da diverse patologie. Ma non è questo quello che interessa. Le patologie lasciamole descrivere ai medici.
Noi del caffè delle femmine ci occupiamo degli aspetti ludici delle vicende.
Quindi voglio raccontarvi alcune scene vissute in ospedale, durante le ore notturne.
La notte dovrebbe essere il momento del riposo, in ospedale.
E invece se vai nei corridoi sembra di essere al bar, però senza la possibilità di prendere il caffè. Il corridoio è il luogo di ritrovo di quelli che non riescono a dormire.
Ieri notte, dopo svariati tentativi di prendere sonno, non ho più resistito alla mia compagna di stanza che russa in modo artistico: passa dal silenzio assoluto all'emissione di un suono così acuto e arcuato che ti fa scattare.
Credo che se si presentasse al concorso dei guiness dei primati, si piazzerebbe sicuramente al primo posto. O magari potrebbe vincere le olimpiadi!
Ad un certo punto, mi sono alzata e sono andata a passeggiare nel corridoio, dove ho incontrato altre persone.
Una signora, dall'aria folle, litigava con l'infermiera perché non voleva prendere un farmaco.
Dopo qualche minuto è arrivata la sua compagna di stanza, con un aspetto visibilmente provato, quasi disperato direi.
Mi diceva che la folle di cui prima la stava facendo impazzire, perché voleva stare sempre con la luce accesa in quanto vedeva fantasmi dappertutto. L'altra sua compagna di stanza, invece, dormiva giorno e notte russando senza sosta. Inoltre, la sera precedente, prima che arrivasse la folle aveva assistito, suo malgrado, alla morte di una giovane signora. E il giorno dopo la predetta (sfigata) signora si doveva operare.
Poverina, chiedeva solo di cambiare stanza, perché temeva di non farcela in quelle condizioni.
Ho cercato di consolarla e dopo un pò, quatta quatta, me ne sono tornata a letto e mi sono addormentata cullata dal soave suono emesso dalla mia vicina di letto!!!!
martedì 8 marzo 2011
Caffè carnevalesco!
Oggi, festa della donna e ultimo giorno di carnevale non poteva concludersi senza aver raccontato la nostra partecipazione ad una festa in maschera! E che festa!
Guardate un pò!
Altro che gemelle Kessler! Queste sono le Gemelle Befane!
Ma si sa è carnavale e, perciò, ogni scherzo vale! Domani torneremo ad essere le figone di sempre.
Guardate un pò!
Altro che gemelle Kessler! Queste sono le Gemelle Befane!
Ma si sa è carnavale e, perciò, ogni scherzo vale! Domani torneremo ad essere le figone di sempre.
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